17 Ott Cereali autunno-vernini: cosa sono e perché sono importanti per La Tenuta Bianca
Quando l’estate lascia spazio alle prime giornate più fresche, nei nostri campi ricomincia un lavoro meno visibile rispetto a quello svolto nel caseificio, ma che ricopre un ruolo fondamentale: la semina dei cereali autunno-vernini.
Vengono seminati durante i mesi autunnali e accompagnano il terreno per buona parte dell’anno. Sono colture che entrano nel ciclo agricolo della Tenuta e che hanno una funzione precisa, soprattutto perché una quota di ciò che viene prodotto nei campi torna alla stalla sotto forma di foraggio.
Per un’azienda che alleva circa 350 bufale e produce direttamente una parte importante dell’alimentazione degli animali, il lavoro agricolo è quindi strettamente legato a quello zootecnico e caseario.
Cosa sono i cereali autunno-vernini
I cereali autunno-vernini vengono interrati prima dell’inverno, generalmente tra ottobre e novembre, affrontano i mesi più freddi durante la fase vegetativa e riprendono la crescita con l’arrivo della primavera. La raccolta avviene poi nei mesi successivi, a seconda della coltura e della destinazione.
Grano, orzo, avena, segale, farro e triticale rientrano tra le principali colture appartenenti a questo gruppo. La loro caratteristica è proprio quella di attraversare l’inverno in campo, sfruttando i primi freddi per la germinazione e le condizioni climatiche dei mesi successivi per proseguire la propria crescita.
In Tenuta, però, parlare di semine autunno-vernine significa soprattutto parlare di foraggio e alimentazione delle bufale.
È qui che il discorso si fa interessante, perché un campo seminato in autunno può sembrare molto lontano da una mozzarella appena prodotta. In realtà fa parte dello stesso percorso.
Cosa viene seminato in Tenuta
Sui circa 90 ettari di superficie agricola dell’azienda vengono coltivate, attraverso la rotazione dei terreni, diverse tipologie di foraggio.
Tra queste ci sono le colture autunno-vernine e i mix di graminacee. Una quota rilevante viene destinata all’insilamento e contribuisce alla produzione del nutrimento utilizzato per l’alimentazione delle bufale.
Ogni coltura ha caratteristiche proprie.
Il grano è una delle specie più conosciute e ha un ciclo che permette di sfruttare i mesi autunnali e invernali prima di arrivare alla fase di pieno sviluppo in primavera.
L’orzo è una coltura versatile e resistente, mentre l’avena trova un impiego importante nell’alimentazione animale.
Il loietto, particolarmente adatto all’impiego foraggero, cresce rapidamente e può entrare nei miscugli destinati all’alimentazione del bestiame.
Il triticale, nato dall’incrocio tra frumento e segale, unisce caratteristiche interessanti delle due specie e viene utilizzato anche per la produzione di foraggio.
Qui, queste colture non vengono quindi considerate singolarmente, ma entrano in un sistema agricolo più ampio, nel quale le diverse produzioni si alternano e contribuiscono alla disponibilità di alimenti per la mandria.
La semina come parte della rotazione agricola
La rotazione delle colture è una pratica importante nella gestione agricola perché permette di alternare specie diverse e di organizzare nel tempo l’utilizzo dei terreni. I cereali autunno-vernini, inoltre, fanno parte di un ciclo che attraversa diverse stagioni e richiede di programmare con attenzione semina, crescita e raccolta.
Per noi questo significa organizzare le aree di coltivazione tenendo conto delle diverse esigenze dell’azienda.
Il campo, quindi, non è soltanto il luogo in cui cresce una determinata coltura, ma una vera e propria sezione della filiera.
Dalla terra alla stalla
È forse questo il passaggio più importante per capire perché la semina autunno-vernina abbia un peso nella nostra quotidianità.
Il percorso può essere seguito a ritroso.
Prima c’è il formaggio. Prima ancora c’è il latte e prima del latte ci sono le bufale. Per alimentare gli animali servono foraggi e una frazione di questi viene prodotta direttamente nei terreni dell’azienda.
Questo collegamento tra agricoltura e allevamento è alla base di una filiera che seguiamo internamente in diverse fasi. Produciamo infatti autonomamente una parte significativa dei foraggi destinati alle bufale, mettendo in relazione il lavoro nei campi con quello della stalla e del caseificio.
La semina dei cereali autunno-vernini è uno dei momenti in cui questo legame diventa più evidente.
Perché si semina in autunno
Le colture autunno-vernine sono pensate per attraversare i mesi freddi e sfruttare le condizioni che precedono la primavera. Dopo la semina, le piante iniziano il loro sviluppo e affrontano l’inverno, per poi riprendere vigore quando le temperature aumentano.
Per un’azienda agricola, questo significa anche lavorare con una prospettiva di diversi mesi. Quando il seme viene messo nel terreno, il risultato non è immediato. Bisogna aspettare, seguire l’andamento della coltura e arrivare al momento giusto per la raccolta.
È un ritmo molto diverso da quello a cui siamo abituati quando acquistiamo un prodotto finito ma, del resto, molte delle cose che contano si decide tempo prima di poterle vedere.