16 Mag Filiera corta e Km 0 a La Tenuta Bianca
Quando si parla di qualità, spesso si pensa solo al prodotto finale. Il sapore, la consistenza, il profumo. In realtà, c’è un elemento ancora più importante che sta a monte di tutto: il percorso che quel prodotto compie prima di arrivare in tavola.
Ecco quindi che entra in gioco il concetto di filiera corta e Km 0, un approccio che rappresenta un modo concreto di lavorare che mette al centro territorio, trasparenza e qualità.
Cosa significa davvero filiera corta
Nel modello tradizionale, spesso lungo e complesso, un prodotto passa attraverso diversi intermediari: produzione, trasformazione, distribuzione, vendita. Ogni passaggio allunga i tempi e allontana chi produce da chi consuma.
La filiera corta, invece, riduce al minimo questi passaggi. In molti casi, il produttore coincide con chi trasforma e vende il prodotto. Questo significa meno intermediari, meno distanza e più controllo su ogni fase.
Km 0: quando la distanza conta
Accanto alla filiera corta, si parla spesso di prodotti a Km 0. Anche se i due concetti sono collegati, non sono esattamente la stessa cosa.
Un prodotto a Km 0 è un alimento che viene venduto vicino al luogo in cui è stato prodotto. Questo significa ridurre al minimo i trasporti e mantenere un legame diretto con il territorio. (
Meno chilometri vogliono dire:
- maggiore freschezza
- minore impatto ambientale
- tempi più brevi tra produzione e consumo
Ed è proprio questo che fa la differenza, soprattutto quando si parla di prodotti freschi come latte, formaggi e latticini.
Perché scegliere la filiera corta
Negli ultimi anni, la filiera corta è diventata una scelta sempre più consapevole. I motivi sono concreti e tangibili.